Archivio Autore - Gioia Dive

apericena + consegna ultimi brevetti apericena + consegna ultimi brevetti 05 ottobre 2017 - Gioia Dive Vi aspettiamo il 3 Novembre per la Consueta festa di consegna ultimi brevetti di quest'anno, ma non solo è un modo per iniziare insieme l'inverno, per bere un drink con un fornitissimo buffet, per incontrare amici e per chiacchierare di ciò che ci piace tanto: la subacquea. 10 euro per primo drink e successivi al costo. Officina del Pane - via Breda 44 - Milano Leggi tutto Condividi
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Curiosità e storia del nostro amico DELFINO Curiosità e storia del nostro amico DELFINO 07 marzo 2016 - Gioia Dive Molti miti erano già conosciuti nella civiltà greca; dove a Poseidone, dio degli oceani, dei mari e dei fiumi, dei laghi e delle sorgenti, viene spesso associato un delfino, considerato uno degli animali a lui sacro. Tra le numerose leggende legate al Dio si narra infatti che assunse la forma del delfino per unirsi a Melanto, figlia di Deucalione e generare Delfo. Il culto di Poseidone era particolarmente seguito anche in Italia, le monete rinvenute in scavi archeologici a Taranto sono infatti raffigurati delfini. Su una di esse, si può osservare Taras, figlio di Poseidone che cavalca un delfino. La leggenda narra che il ragazzo, cadde in mare. Fu allora che un delfino arrivò subito in soccorso, sostenendo e spingendo il ragazzo fino a terra. A Taras il posto piacque e vi fondò una città che da lui prese il nome di Tarantum. Questa visione del delfino come salvatore dalle acque, appare essere un vero e proprio elemento ricorrente nella cultura greca. Erodoto narra le gesta di un altro figlio di Poseidone. Arione, era giunto in Sicilia dove guadagnò molto denaro; decise allora di tornare a Corinto, la sua città natale, imbarcandosi da Taranto. I marinai della nave, una volta scoperto le ricchezze che il ragazzo aveva con sé, decisero di gettarlo in acqua per strappargli i suoi averi, a questo punto Arione, chiese di poter cantare e suonare, per un'ultima volta, la sua lira. Ecco comparire un branco di delfini attirato dal suo canto; uno di essi lo prese sul dorso e lo condusse sano e salvo a Corinto. Il fedele delfino fu in seguito sepolto presso la città, e Apollo ammise fra le costellazioni, anche Arione e la sua lira. Sempre dalla civiltà greca, Dioniso, imbarcatosi per Nasso, si accorse che la nave era stata dirottata da pirati etruschi che si dirigevano in Asia. Temendo di essere venduto come schiavo, trasformò i remi in serpenti, riempì la nave di edera e la bloccò con la vite, facendo persino risuonare nell'aria flauti invisibili. A questo punto, i pirati, impauriti, si buttarono in mare trasformandosi in delfini, così ebbero la possibilità di redimersi dalle loro malefatte, dedicando la loro esistenza a soccorrere i naviganti. Infine, ci racconta Omero, che Apollo si incarnò in un delfino per accostarsi ai lidi di Crisa, passaggio obbligato per la via di Delfi, là dove, sarebbe sorto in seguito, l'omonimo santuario, uno dei più importanti della civiltà greca, che deve il nome proprio al delfino. Anche i Cretesi, credevano che i delfini fossero degli dei e li adoravano come tali; questo popolo era convinto che i delfini trasportassero i morti sul dorso verso la loro dimora nell'oltretomba, nelle isole dei Beati. Il legame del delfino con il mondo dell'aldilà e dei sogni ha radici persino nella religione egiziana, dove era considerato come attributo di Iside: la protettrice dei defunti che incarnava il principio femminile, fonte magica della fecondità e della trasformazione. In Brasile, ritroviamo simbologie che ricordano anche quelle presenti nella civiltà cretese: i delfini rosa d'acqua dolce del Rio delle Amazzoni, i Botos, sono sacri come le vacche per gli indiani, proteggono gli uomini, conducono a terra i corpi degli annegati. Una leggenda popolare molto curiosa, afferma che durante il carnevale, trasformati temporaneamente in uomini, alcuni delfini vadano per le strade a ballare, e ogni tanto, riescano anche a catturare delle ragazze e portarle con loro. Nel 2002, in Italia, nel Mar Adriatico, alla fine della stagione balneare, un bambino, mentre stava pescando a largo con il padre, cadde in mare; non sapeva nuotare e rischiava di affogare, ma, come nei lontani miti, un delfino in suo aiuto. Un altro episodio conosciutissimo, avvenuto in Italia è quello del Delfino Filippo, che nel maggio 1998 ha abbandonato il suo gruppo e ha deciso di vivere fino alla sua morte nel Porto di Manfredonia di cui è diventato la mascotte dei pescatori di cui segue le barche. Il livello di collaborazione che i delfini riescono ad instaurare in alcuni casi è davvero inaspettato: lungo le coste della Mauritania e del Brasile, questi cetacei aiutano i pescatori nella pesca, sospingendo regolarmente i branchi di pesce verso le reti, in una mutua cooperazione davvero bizzarra. Ma l'aiuto che questo animale può fornire a l'uomo va ben oltre. Nella guerra da poco conclusa in Iraq, i soldati americani hanno utilizzato dei delfini per sminare il porto di Umm Qasr, e non è la prima volta che vengono utilizzati durante operazioni di guerra!! Nel 1959 la Marina militare americana aveva avviato un programma di studio e addestramento dei mammiferi, per sfruttare il loro straordinario sonar biologico. Il compito dei delfini è di scovare le mine e piazzarci sopra una boa visibile dalla superficie, facilitando così il lavoro degli artificieri facilitando il compito di disinnescare la mina. Fonte CTS: Il mondo del delfino Leggi tutto Condividi
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Polipo Polipo 03 febbraio 2016 - Gioia Dive Abbiamo già parlato del Polipo in altri articoli ma non ci stanchiamo mai di scoprire l’incredibile capacità di questo amico…eh si, per noi di Gioidive è un amico, è il nostro logo e la nostra mashotte. E’ un animale stupendo, simpatico e molto molto intelligente; ama la sicurezza, l’eleganza in acqua, gioca e si diverte….praticamente COME NOI!! Parlando come i pesci cercano la propria sicurezza, ciò che abbiamo scelto in questo articolo è il top: cambia colore, si mimetizza, cambia forma, si nasconde, scurisce l’acqua intorno a se e scappa veloce come una freccia. Focus.it di novembre 2013 ha elencato 10 pazzesche cose relative al nostro beniamino che mi sembra bello proporre ….magari trovate qualche similitudine con il GioiaGroup! 1- sono creature incredibilmente primitive. Il più antico fossile di polpo conosciuto, un esemplare del genere Pohlsepia conservato al Field Museum di Chicago, ha 296 milioni di anni. Visse e nuotò nel periodo Carbonifero e, mentre sulla Terra si diffondevano i primi rettili precedenti ai dinosauri, questa creatura acquatica aveva già sviluppato una forma simile a quella che vediamo ancora oggi. 2- Hanno tre cuori. Due pompano sangue venoso nelle branchie e uno è responsabile della circolazione nel resto degli organi. Quando i polpi nuotano, quest'ultimo cuore smette di battere: ecco perché il mollusco tentacolato preferisce strisciare sul fondale anziché nuotare, un'attività che lo lascia stremato.3- Aristotele li credeva stupidi. Nella Storia degli Animali, scritta nel 350 a.C. il filosofo greco descriveva il polpo come un "animale sciocco, che si avvicina alla mano dell'uomo quando questa è calata nell'acqua", pur riconoscendogli abitudini alimentari "frugali e ordinate": "dopo aver mangiato tutto quello che c'è da mangiare, scarta i gusci dei granchi e delle conchiglie, e le lische dei piccoli pesci". Oggi sappiamo che questi cefalopodi oltre ad essere particolarmente ordinati sono anche molto intelligenti: sono in grado di orientarsi in un labirinto, risolvere piccoli compiti (come aprire contenitori col tappo), utilizzare utensili di fortuna per nascondersi dai predatori.4- I loro tentacoli hanno "menti" autonome. Due terzi dei neuroni dei polpi risiedono nei loro tentacoli e non nella testa. Può quindi capitare che un tentacolo risolva un piccolo compito come aprire il guscio di una conchiglia mentre il suo proprietario è impegnato in altre faccende, come per esempio l'esplorazione di un anfratto nel reef. I tentacoli possono continuare a reagire agli stimoli anche quando sono separati dal resto del corpo (il polpo li può anche perdere volontariamente se sono finiti nelle grinfie di un predatore, pur di riuscire a scappare).5- Sono incredibilmente scaltri nel camuffamento. A differenza di altri animali marini dotati di abilità mimetica, i polpi non provano ad assumere i colori dell'intero habitat che li circonda (sabbia, alghe, coralli) ma scelgono un oggetto preciso (per esempio una conchiglia) e si mettono in posa per assomigliargli. Anche la consistenza della loro pelle può variare a scopi mimetici: per esempio un polpo che voglia assomigliare a un'alga può usare i muscoli per sollevare tante piccole papille dalla pelle e mimare le sembianze delle increspature di un vegetale marino. C’è una specie di polpo, che vive nell’Oceano Indiano particolarmente bravo nel mimetizzarsi, la sua specialità è di imitare pesci velenosi e serpenti marini ,sono stai visti polpi che davanti ad un pericolo si uniscono a coppie di pesci leone, cambiando livrea e alzando i tentacoli sopra la testa per simulare gli aculei del pesce leone. Congiungendo i tentacoli riesce a diventare di forma ovale e appiattita proprio come una sogliola velenosa, molto comune nel suo ambiente; nuota poi con movimenti ondulati e inganna i pesci. Ciò nonostante alcuni predatori non temono i pesci leone e le sogliole velenose allora il polpo diventa a strisce gialle e nere, nasconde 6 degli otto tentacoli sotto la sabbia e muove gli altri nelle due direzioni opposte, molti sono i cacciatori che vengono così ingannati e preferiscono scappare.6- L'inchiostro emesso dai polpi non ha il solo scopo di oscurarlo (permettendone la fuga); è anche in grado di danneggiare fisicamente il nemico. Contiene un enzima chiamato tirosinasi che, spruzzato negli occhi dell'aggressore, provoca irritazione e difficoltà visive. Secondo i biologi marini la sostanza riuscirebbe anche a inibire olfatto e gusto dei predatori, rendendo più difficile l'individuazione del polpo.7- Alcuni polpi si travestono da noci di cocco. Diversi cefalopodi nelle acque indonesiane sono stati filmati mentre trasportavano faticosamente sulla sabbia le due metà dell'involucro del frutto, per poi assemblarle nella forma originale, l'una sopra l'altra, e nascondercisi dentro, sfruttando l'abilità di infilarsi nei pertugi.9- Dopo l‘accoppiamento, la festa è finita. Entrambi i partner muoiono, anche se con tempi diversi. Dopo aver fertilizzato le uova della femmina, i maschi vagano qua e là per qualche mese finché non periscono. Le femmine invece, aspettano che le 100-400 mila uova deposte si schiudano, smettendo anche di mangiare pur di fare la guardia al prezioso carico. Dopo la schiusa, le cellule del corpo della madre vanno incontro a un suicidio programmato, che inizia dalle ghiandole ottiche fino a coinvolgere, mano a mano, tessuti e organi interni.10- E’ la creatura più idealizzata nella mitologia marina Da sempre il polpo o la piovra, forse a causa della loro furbizia ed intelligenza sono presenti negli incubi dei marinai di ogni secolo, insieme alle sirene sono le creature che più si incontrano nei dipinti con creature marine mostruose. Leggi tutto Condividi
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Le attrezzature dei pesci Le attrezzature dei pesci 03 febbraio 2016 - Gioia Dive Ci sono alcuni pezzi di attrezzatura che ci permettono di stare in maggior sicurezza, vediamo cosa … e i pesci che attrezzatura usano per stare più sicuri in ambiente acquatico? Un mago ad assicurarsi la propria sicurezza e quella della propria famiglia è il PESCE PAGLIACCIO (Amphiprion Ocellaris) che oltre ad essere molto decisamente combattivo, anche perché in caso fosse in una situazione di pericolo sa che più nascondersi senza venir seguito dal predatore, grazie alla sua stretta amicizia con l’urticante anemone: decisamente un modo molto saggio di proteggersi! Vive normalmente entro i 6 m di profondità con una temperatura dell'acqua intorno ai 25-28°C, anche se non è infrequente trovarlo a profondità maggiori ma entro i 12 m. Si tratta di un pesce la cui caratteristica principale è la colorazione molto vivace infatti il suo corpo è di colore aranciato con tre bande bianche delimitate da strisce nere più o meno evidenti: questa livrea è uno straordinario fenomeno di mimetismo che gli permette di confondersi con i coralli per sfuggire ai suoi numerosi predatori. Ha il corpo ricoperto di squame rivestite di uno spesso strato di muco che gli permette di vivere senza problemi tra i tentacoli dell'anemone di mare. Non è un pesce che raggiunge grandi dimensioni infatti non supera i 110 mm di lunghezza e presenta dimorfismo sessuale in quanto la femmina è sempre più grande del maschio. Il pesce pagliaccio ha uno stile di vita in stretto rapporto con l'anemone di mare che lo ospita. E' un pesce che ha numerosi nemici pertanto non si allontana mai dall'anemone in quanto sono pochissimi i predatori che osano avventurarsi tra i suoi tentacoli mortali. L'anemone di mare infatti quando tocca una preda con i suoi tentacoli infilza dei dardi avvelenati che la stordiscono o la uccidono ma in ogni caso la conclusione è sempre la stessa: l'anemone alla fine ingerisce la preda. Il pesce pagliaccio non nasce con questo spesso strato di muco ma inizia a secernerlo solo dopo il primo contatto con l'anemone. A tal proposito esistono diverse teorie: c'è chi sostiene che si tratti di un processo comportamentale da parte del pesce pagliaccio che fa si che una volta individuato l'anemone che dovrà ospitarlo per il resto della sua vita, sviluppi nei suoi confronti questa immunità secernendo uno strato mucoso; altri sostengono che si tratti invece di un semplice processo biochimico dovuto alle prime punture che l'anemone fa al pesce pagliaccio in conseguenza delle quali inizia a secernere il muco. Sono animali che formano delle coppie stabili, per la vita. Sono pesci che a seconda delle necessità possono cambiare sesso infatti molti pesci pagliaccio nascono maschio e poi diventano femmine. Nella vita dei pesci pagliaccio esiste una stretta gerarchia dove i pesci di dimensioni più grandi relegano quelli più piccoli in nicchie, riducendo anche sensibilmente lo spazio a loro concesso per nutrirsi. E' un animale oviparo: quando arriva il momento della riproduzione la femmina inizia a nuotare lentamente sopra il luogo prescelto per la ovideposizione che è in genere un affranto di roccia o una conchiglia vicino alla base dell'anemone che lo ospita e depone da 200 a 400 uova di colore arancione e di forma ovale che attacca al supporto con un filamento. Su di esse passa poi il maschio che le feconda con il suo sperma. Gli studiosi parlano di una vera e propria simbiosi tra i due animali: il pesce pagliaccio ossigena le parti interne dell'anemone con il suo movimento e lo ripulisce dagli scarti di cibo e dalle impurità ed allo stesso tempo, essendo una specie molto territoriale, impedisce alle specie predatrici dell'anemone di avvicinarsi; viceversa l'attinia offre un sicuro rifugio e protezione a questo piccolo pesce. Leggi tutto Condividi
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domande sui corsi 22 gennaio 2016 - Gioia Dive Quali sono le differenze tra il corso SCUBA DIVER e OPEN WATER DIVER? il corso Scuba diver è una parte del corso basico Open water diver, vi da la possibilità di immergervi in tutto il mondo ma sempre accompagnati da un professionista ad una profondità massima di 12 metri. Non vi consente di immergervi in autonomia ne di proseguire con specialità ed altri corsi senza prima prendere il brevetto Open. Ciò nonostante è un ottimo modo per capire se la subacquea fa per voi! Il corso Open Water Diver è più completo, siete definiti subacquei autonomi, perché volendo potete immergervi in autonomia (almeno in due), saprete programmare una immersione e conoscerete i principi di autosoccorso, potrete noleggiare l’attrezzatura nei centri dive, potrete proseguire con altri corsi ed immergervi fino a 18 metri in tutto il mondo Il corso SCUBA DIVER è composto da 3 moduli (che non vuol dire necessariamente 3 volte) di teoria, 3 moduli di acque confinate e 2 immersioni in acque libere Il corso OPEN WATER DIVER è composto da 5 di teoria, 5 moduli di acque confinate e 4 immersioni in acque libere Anche se inizialmente l’Open vi sembra più costoso, alla lunga non lo è assolutamente perchè potrete proseguire con specialità divertenti che altrimenti non potreste fare e le immersioni con subacquei certificati (quindi da Open in poi) costano meno.Quando si prende il brevetto? Il brevetto si richiede nel momento in cui si ha la padronanza di tutte le abilita’richieste in acqua e fuori, generalmente il metodo ed il tempo previsto è sufficiente, ciò nonostante se ci fosse necessità di qualche ora in più, non prendetevela, si tratta della vostra sicurezza e quindi del vostro divertimento. Il brevetto va pagato entro la prima acqua libera e se vorrete fermarvi dopo le 2 immersioni previste per il corso SCUBA.Se invece decidete di proseguire e raggiungere l’OPEN WATER DIVER, avrete tempo un anno per completare il corso e i soldi del brevetto rimangono in sede e verranno poi utilizzati al momento in cui avrete completato le abilità previste.E dopo l’Open? L’avventura continua! Dopo l’Open immergersi diventa ancora più divertente Perché potrete scoprire ciò che più vi piace! Il corso Advance è un assaggio di 5 differenti immersioni: relitto, navigazione, profonda, naturalistica, assetto, barca, muta stagna…. e quando avrete scelto cosa vi piace vi aspettano corsi approfonditi: i corsi di specialità. L’avventura continua fino a che avrai la possibilità di diventare un professionista, di iniziare ad essere tu ad insegnare a respirare sott’acqua! Leggi tutto Condividi
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